La libidò ed il suo opposto: mortido

L’istinto di morte – che cos’è?

Si chiama mortido

Il movimento umano lungo il percorso della vita occorre mediante due forze opposte dirette – Libidò e Mortido.

Libidò = Voglio vivere

Libidò = IO DESIDERO VIVERE, desidero sentire, il desiderio stesso di vita, la forza vitale, è di per sé una manifestazione della vita, l’esistenza della vita nello spazio e nel tempo.

Libidò = una dose di ormoni che producono una sferzata di energia, l’appetito di VIVERE e di godere nel suo essere nel movimento del corpo.

Libido è alimentato da tre poteri:

  1. la capacità di formare e sentire l’attaccamento;
  2. la possibilità di testare e implementare desiderio sessuale;
  3. la possibilità di giocare e la creatività.

A livello emotivo dal libidò arrivano la gioia, la felicità, la curiosità, l’eccitazione, la libertà.

Mortido = Non voglio vivere

Mortido = IO DESIDERO MORIRE, non desidero sentire la vita

Mortido = l’opposto di libidò quando la persona chiude o riduce i suoi SENSI, non lascia che la vita la attraversa, non permette al flusso dell’amore di esprimersi attraverso il suo corpo

Mortido = una limitazione di forza libido, fornisce la fine della vita, l’unità morte come condizione statica primaria del nulla, da cui è stato derivato il vivere per un tempo in uno stato di essere.

Tutta la nostra vita è essenzialmente una danza, il tango delle due unità, il loro intreccio, interazione, un legare e uno sciogliere.

Mortido consiste in energia d’ aggressione interiore diretta verso sé stessi, verso la propria energia vitale, verso il proprio libidò, si manifesta con l’impulso di attaccare o fuggire, paure, tristezze, senso di volersi far fuori o attacchi di panico.

L’attacco di panico è terribile, ci copre quando si interrompe un collegamento che è stato sentito come semantico. Stiamo vivendo il dolore emotivo, frustrazione, rabbia. Il corpo risponde con un dolore acuto al petto, come un battito di zoccoli, l’incapacità di prendere un profondo respiro, spasmi, nausea, debolezza muscolare. Risulta che la libidò – che è il potere di comunicazione, viene attaccato da mortido – la potenza della sua rottura. È interessante notare che entrambe queste unità includono gli istinti di autoconservazione e la procreazione, sotto forma di aggressione protettiva e la sessualità. Cioè, entrambi impulsi vitali.

La pulsione di morte – Mortido – diventa un’attrazione verso la morte alla fine della vita, quando per una persona arriva il momento di lasciare. Nel frattempo, che la vita va avanti, Mortido funziona come un desiderio di rottura dei legami, rottura della cura, desiderio di separazione da tutto ciò che ci da LA PULSAZIONE DELLA SESSUALITA’, LA GIOIA, LA VITA. Mortido non è altro che il desiderio di INTERROMPERE il flusso dell’AMORE.

Tutto inizia con la rottura del cordone ombelicale, da dove la vita intrauterina deve passare al neonato.

Poi si deve andare lontano dalla madre in scuola materna – l’ingresso nella sua prima società.

Poi, a scuola, e poi a tutto il necessario per diventare un adulto, l’adolescente sta sperimentando la separazione dai suoi genitori.

E qui è molto importante che i genitori possano lasciare che i bambini vanno avanti da soli, mantenendo il dolore della inevitabile rottura delle relazioni genitore-figlio. In molti casi il distacco non è stato fatto in modo correto. E così via …

Anche in età adulta, molti ci troviamo in relazioni che sono dannose per noi, strangolati, con CORDONI INVISIBILI CHE CI OSTACOLANO l’espansione, lo sviluppo creativo e il godimento della vita. E poi la necessità di rompere questo cordone si manifesta con dolore e la paura – la separazione, con L’ATTACCO DI PANICO. Il primo è il rapporto con il defunto, che è necessario lasciarlo andare, seppellire. O un rapporto con la vita se il rapporto è obsoleto, sbiadito. A quanto pare, Mortido sta guadagnando terreno quando arriva il momento di andare da qualche parte, o di lasciarsi andare con qualcosa o qualcuno di nuovo, mortido te lo fa apparire come una fine, in modo molto spaventoso. L’abitudine, la paura dell’ignoto, la mancanza di fiducia nella nostra forza … e l’istinto di morte acceso a dire ad un uomo – Hey! Stai morendo, strappa subito il cordone e VIVI con la libidò a pieno ritmo.

LE QUATTRO MOGLI

Storiella

C’era un ricco commerciante che aveva quattro mogli.

La moglie che amava di più era la quarta. La vestiva con vestiti lussuosi e gli concedeva ogni delicatezza. Si occupava di lei con la massima cura e non gli negava le cose migliori

Amava molto anche la terza moglie. Era molto orgoglioso di lei e cercava sempre di mostrarla ai suoi amici. Eppure il mercante aveva molta paura che potesse fuggire con qualche altro uomo.

Amava molto la sua seconda moglie. Si trattava di una persona molto paziente ed egli la considerava la sua confidente. Ogni qualvolta che si trovava a dover affrontare qualche problema si rivolgeva alla sua seconda moglie ed essa lo aiutava a superare il momento difficile.

La prima moglie infine era una compagna molto fedele e aveva dato un grande contributo alla sua fortuna commerciale e alla cura della famiglia. Tuttavia il commerciante non l’amava e ben difficilmente seguiva il suo consiglio.

Un giorno il commerciante si ammalò e si rese conto che non avrebbe avuto più molto da vivere. Pensando alla sua vita lussuosa diceva a se stesso: “E’ vero che ho quattro mogli, ma quando muoio sarò solo. Ah quanto sarò solo!”

Disse alla quarta moglie: “ Ti ho amato di più, ti ho rivestito degli abiti più raffinati e non ho trascurato per te nessuna cura. Ora sto morendo, vuoi seguirmi e continuare a farmi compagnia?”

“Certo che no!” esclamò la quarta moglie e si allontanò senza dire altro.

La risposta trafisse il cuore del mercante come un coltello affilato.

Triste, il mercante disse allora alla terza moglie: “Ti ho amato tanto per il tutto il corso nella mia vita. Ora sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia?”

“No, rispose la terza moglie, la vita è davvero buona qui, e mi risposerò quando tu morirai!”

Il cuore del mercante divenne freddo come ghiaccio.

Disse allora alla seconda moglie: “ Mi sono sempre rivolto a te e tu mi hai sempre aiutato. Adesso ti chiedo di aiutarmi ancora. Sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia?”

“Mi dispiace, questa volta non posso aiutarti, disse la seconda moglie, al massimo posso farti seppellire”. Questa risposta colpì il mercante come un fulmine e ne fu devastato.

Sentì un grido: “Io verrò con te, ti seguirò ovunque tu andrai”. Il mercante guardò su e vide la sua prima moglie. Era così magra da sembrare denutrita. Molto dispiaciuto il mercante disse: “Avrei dovuto occuparmi meglio di te”.

Ebbene ognuno di noi prende quattro mogli nella sua vita

La quarta moglie è il tuo corpo. Non importa lo sforzo con il quale lo curi, dovrai lasciarlo.

La tua terza moglie è ciò che possiedi, la tua condizione, la tua ricchezza. Quando muori tutto va agli altri.

La seconda moglie sono la tua famiglia e i tuoi amici. Per quanto ci stiano vicini nella vita non possono stare con te nella morte..

La prima moglie è invece la tua anima. Tanto trascurata e negletta nella ricerca dei beni materiali e dei piaceri sensuali. E’ davvero l’unica cosa che ti segue ovunque tu vada.

Sarebbe bene occuparsi di essa e coltivarla prima di essere sul letto di morte e disperarsi.

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