L’Addio Sano e le relazioni appese

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Una volta, tanto tempo fa, centinaia di anni fa, i problemi si risolvevano comunicando e decidendo, facendo LE SCELTE. Oggi le persone non sanno chiudere i rapporti, le relazioni sia d’amore che di amicizia vengono lasciate IN SOSPESO. In questo modo si mantengono e si rafforzano le stringhe tra di loro, le corde energetiche insane. Non c’è nulla di più sbagliato che rimanere indecisi di fronte ad un bivio, restare per mesi o anni nell’ incertezza, non sapere quando e come chiudere, non essere in grado di DIRE ADDIO e di LASCIARSI IN MODO ARMONIOSO. La gente resta in situazioni d’incertezza e stallo pur di non decidere, pur di tenere in piedi tutto, sia per quanto riguarda le vecchie storie d’amore, le relazioni di amicizia, i compagni di studio, di lavoro e così via. In quel modo l’energia delle persone rimane agganciata al vecchio e per loro sarà impossibile fare spazio al NUOVO, non sanno aprire e non lasciano entrare IL NUOVO. Inoltre le persone hanno perso la capacità di DECIDERE IN RESPONSABILITA’, FARE LE SCELTE IN MODO SEMPLICE – DIALOGANDO CON SINCERITA’. In tanti interagiscono con gli altri solo da maschere e non sono mai onesti, nemmeno con loro stessi.

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Anticamente quando una coppia aveva problemi, i due erano rinchiusi in una stanza speciale, dove avevano solo una sedia, un letto singolo e una sola posata, rimanevano lì per giorni, finché non si chiarivano la situazione e si prendeva una decisione: divorzio o la relazione di coppia continuava. Durante questo periodo dove si era agli “arresti domiciliari” in quanti hanno scoperto che non riescono a stare sotto lo stesso tetto con i compagni h24? E quanti hanno avuto il coarggio di ammettere a se stessi ciò e di prendere delle decisioni in merito? In quanti hanno davvero la forza e la saggezza di dire addio? Addio significa fare spazio al futuro e portare con noi tutto il bello, tutto l’insegnamento, tutta la ricchezza ricevuta nel passato.

Nel corso della storia le società hanno costruito riti, cerimonie ed eventi speciali per dire addio. Tuttavia, adesso sembra che non ci sia il tempo e la volontà per fare questo, cosa che peggiora i congedi e le perdite. Nella società attuale, invece, ci sono sempre meno riti per annunciare l’avvento di qualcosa di nuovo o per salutare una situazione che scompare. Si potrebbe dire che l’unico rito che sopravvive è quello funerario anche se, con l’avvento della PSEUDO PANDEMIA stanno portando all’estinzione persino il rito per salutare i defunti, sempre più nelle mani delle leggi del mercato, invece che in quelle dei parenti affranti: ci sono formule prefabbricate, le pompe funebri si fanno carico di tutto e i parenti sono figure passive. Per non parlare di quegli addii che fanno quasi male quanto la morte, ma che non sono così definitivi: il divorzio, l’uscita da casa da parte di un figlio, la rottura di una relazione affettiva importante, ecc.

I riti e le cerimonie contribuiscono a dare significato a un evento. Nel caso dei riti di addio, essi servono a dare senso alla separazione con una persona amata, che si tratti di una decisione personale o della morte. L’addio implica anche la consapevolezza di dover accettare la sofferenza e di elaborarla.

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Nella società attuale c’è sempre meno spazio per i riti. Spesso le persone devono vivere il dramma della separazione in totale solitudine. Gli viene solo detto che devono andare avanti, ma nessuno vuole vederle lamentarsi ed esprimere il loro dolore. E questo perché in pochi sono in grado di stare più col proprio dolore. Si dice loro di non piangere, di provare a pensare a qualcos’altro, di fare attività che le distraggano. Poi, se nel tempo il dolore non guarisce, le si evita. In queste condizioni, è facile passare dal dolore all’amarezza: la persona addolorata sa di non poter cambiare i fatti, ma, allo stesso tempo, non riesce ad adattarsi. Finisce per soffrire di depressione e avere difficoltà nel relazionarsi con gli altri. E questo accade perché non si sono tagliati quei cordoni con il passato, non si è elaborato il dolore, non si è detto L’ADDIO SANO. Ho creato un perCorso facile da eseguire in una giornata particolare previo preparazione per LIBERARSI DAL PASSATO, per riprendersi il potere energetico ed aprirsi al nuovo.

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L’ideale sarebbe che ogni addio avesse il suo rito. Nel mondo contemporaneo, ognuno è COSTRETTO ad ideare riti privati, propri, interiori per congedarsi perché, in generale, quasi nessuno vuole pensare alla morte o alla separazione. I riti di addio sono curativi, ci permettono di guardare in faccia la perdita e sono un primo segno di accettazione. Nel perCorso IL VALORE SEI TU, all’interno del gruppo puoi scaricare un documento pdf per creare il tuo rituale del SANO ADDIO

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