LA GUIDA
Ci sono relazioni che non si misurano con il tempo, ma con la luce.
Codici di Luce. ✨✨✨✨
Il mentoring ovvero la relazione tra una guida – mentore e la persona che lei guida è una di queste. Non è solo professionale, ma esistenziale: un incontro tra una coscienza con l’esperienza e capacità di guidare, osservare e una coscienza che è alla ricerca di se stessa.
Nella psicologia dello sviluppo e negli studi sul mentoring, questa connessione attraversa quattro fasi:
- ✨✨iniziazione,
- ✨✨maturazione,
- ✨✨separazione e
- ✨✨ridefinizione.
Dall’entusiasmo iniziale alla separazione finale, tutto è una sottile negoziazione di aspettative – un pendolo tra vicinanza e autonomia. Ma è proprio in queste aspettative che spesso si gioca il significato e la fragilità del mentoring.
✨Aspettative naturali: fiducia e responsabilità
Una guida autentica è lucida, non entra in ruolo di genitore ma conduce proprio verso le radici, non cerca e non crea cloni, discepoli simili a lei, ma individui che sappiano superare se stessi. Oltre alla competenza, la guida ha diverse aspettative essenziali:
- rispetto del tempo e dei limiti;
- vera preparazione – domande, riflessioni, preoccupazioni genuine;
- onorare le promesse reciproche;
- comunicazione aperta e feedback sincero;
- aumento dell’autonomia del cliente non della dipendenza dal mentore.

La letteratura specializzata dimostra che il mentoring autentico è una forma di accompagnamento, non di sostituzione. Il mentore non cammina al posto dell’altro, ma cammina al suo fianco, finché l’altro non trova il proprio passo.
✨Quando l’aspettativa diventa proiezione
A volte, la luce è offuscata. Un mentore può cadere nella trappola di aspettative inespresse, quasi inconsce:
- vedere nel cliente il suo “risultato”, la prova del proprio valore;
- credere che il suo cliente debba assomigliargli o confermare la sua visione;
- diventare indispensabile, sempre disponibile;
- confondere la cura con il controllo e il supporto con il dominio.
✨A sua volta, il cliente può proiettare sulla guida l’immagine del genitore onnisciente. In quel momento, la relazione si sbilancia: il mentore diventa il salvatore e il cliente diventa dipendente. Ciò che inizialmente era una fiamma guida si trasforma in un fuoco divorante. Il meccanismo alla base: la percezione che distorce.
Psicologicamente, tutto è legato all’effetto dell’aspettativa (effetto Pigmalione): ciò che ci aspettiamo dall’altro tende a diventare realtà. Se la guida si aspetta conformità, il cliente diventerà obbediente, non autentico.
Tutto dipende dalla percezione dei ruoli:
- la guida come facilitatore o come autorità;
- il cliente come partner attivo o come eterno studente.
Quando queste percezioni si distorcono, la relazione perde il suo scopo: invece di formare coscienze autonome, creano eleganti dipendenze. Gli errori più comuni non derivano dalla cattiveria, ma dalla paura.
Le difficoltà nel mentoring non hanno cause morali, ma emotive:
- ✨Paura di essere dimenticati (accade per la guida che vuole essere per sempre ed è incapace di rispettare la scelta del cliente di andarsene anche quando non è totalmente pronto, non ha completato il percorso ecc.);
- ✨Paura di sbagliare o di deludere (per il cliente);
- ✨Paura di perdere la connessione (per entrambi).
Una buona guida ha bisogno di costante auto-riflessione: perché vuole dare, cosa lo spinge a continuare, cosa si aspetta in cambio. Il mentoring è una forma raffinata di amore lucido: dona senza possedere, influenza senza imporre, illumina senza accecare.
La parabola della candela accesa: una metafora dell’equilibrio
La parabola delle donne che devono tenere accesa la candela parla di vigilanza e continuità. La luce della candela è il simbolo dell’attenzione viva, della coscienza che non si addormenta. Ma tenere accesa la candela non significa bruciare fino allo sfinimento, ma saperla mantenere, proteggerla dal vento, alimentarla con discernimento.
Così è quando fai la guida.
La guida è come un faro, ha la funzione di illuminare la strada altrui, “tiene la candela” ma deve anche prendersi cura della propria fiamma. Se brucia senza misura, la luce si spegnerà. E un cliente che riceve quella luce deve, a sua volta, imparare a portare il proprio olio: impegno, presenza, coraggio. La luce della guida non è un dono da consumare, ma un fuoco da prendere in consegna.

Il vero mentore non forma discepoli che rimangono nella sua ombra, ma persone che portano avanti la fiamma, senza confonderla con la persona che l’ha accesa.
Quando la relazione è viva, la candela non si spegne. Perché il mentoring autentico è un’amicizia spirituale tra due coscienze che si riconoscono nel movimento. Le aspettative diventano sane solo quando vengono espresse, riviste e vissute con rispetto reciproco.
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La luce non è un dovere unilaterale, ma una co-creazione: il mentore offre il fuoco, il cliente lo custodisce, e da quella luce condivisa nascono persone più complete. Perché, in definitiva, un buon mentore non vuole discepoli grati, ma persone luminose, che sapranno, a loro volta, mantenere accesa la candela.
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Come guida mi prendo la libertà di dire anche no se sento che il cliente non fa per me. Ho sempre dato totale libertà anche a chi va via senza completare il percorso con me. Dopo anni è capitato che una donna è tornata da me. Poi, l’ho guidata verso una decisione che allora non ha seguito, perché all’epoca ha scelto la strada desiderata, non quella giusta e necessaria. Nel frattempo, ha scoperto che ci sono vie chiuse, che non si aprono, ma diventano strette; che perdersi costa e che il tempo perso non si recupera mai più. ⌛️🕰️💰
Il ruolo di una guida non è confermare il desiderio, l’illusione o l’ossessione, ma distinguere tra vocazione e illusione, tra ciò che sostiene il potenziale e ciò che lo esaurisce. La guida non negozia con le tue paure. La guida ha già attraversato molto di quello che attraverserai tu.
- Ha attraversato errori.
- Fallimenti.
- PROVOCAZIONI.
- Prove.
- TRADIMENTI.
- Cadute.
- Illusioni.
- Inganni.
- Truffe.
- Manipolazioni
- Ed è ancora in piedi.
- VIVE DI VITTORIE E CRESCITA.
LA VERA GUIDA non ti porta la teoria, ma il percorso già fatto ✔️.

Puoi scegliere la via lunga o quella breve. Dipende come tu vuoi pagare: soldi o anni. I soldi li recuperi, il tempo, mai.
La via lunga:
- • paghi con gli anni
- • paghi con lo stress
- • paghi con ripetuti fallimenti
- • paghi con la confusione
La via breve:
- • paghi con i soldi
- • risparmi anni
- • eviti errori gravi
- • segui passi convalidati
La domanda non è se pagherai per la tua trasformazione e successo. Pagherai comunque. La domanda è con cosa pagherai: soldi o anni della tua vita?
A volte, IN PRESENZA di una buona guida che sa dare autentico Potere, compaiono anche nuove opportunità perché si crea il contesto giusto. Le opportunità sono come i treni: 🚆 arrivano, si fermano un po’ e vanno; non aspettano le nostre esitazioni.
Una guida autentica sa vedere il treno compatibile con il tuo potenziale e distinguerlo da quello che finisce su un sentiero infondato. Ma non importa quanto sia buona una guida, la scelta rimane dell’individuo. Ognuno raccoglie ciò che ha seminato attraverso le proprie opzioni e azioni.
Nella maggior parte delle situazioni, per quanto doloroso possa essere il presente, è il risultato delle tue decisioni passate – non importa se qualcuno ti ha ingannato, manipolato o nascosto.
La responsabilità non può essere trasferita. E forse rimane la domanda essenziale: quanti treni ho lasciato andare pensando che mi aspettano?
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